La venuta di Gesù è il punto focale di tutta la storia, l’evento veramente unico per ogni persona e per l'umanità intera.

Questa venuta capovolgerà i valori e le realtà umane, favorendo soprattutto i piccoli, i semplici, i poveri di Dio, cioè chi e convinto della propria pochezza e nullità e si lascia colmare della sapienza di Dio.

Questa è una comprensione che non viene per le normali vie umane della scienza, ma viene comunicata per vie d'amore di Dio.

Nella nostra esistenza quotidiana si inserisce un avvenimento sconvolgente che butta all'aria tutte le nostre sicurezze, i nostri progetti.

All'improvviso Egli cammina accanto a noi e fa parte della nostra storia, lo riconosce chi lo sa aspettare e prepara un mondo nuovo.

Dunque in vista di quel giorno, bisogna vegliare, tenersi pronti, agire saggiamente, con impegno.

La vigilanza cristiana permette di leggere in profondità i fatti, per scoprire la venuta del Signore. Cristo non viene nel rumore, non ha posto nel chiasso, ma è venuto nel mezzo della notte, nella tranquillità, nella pace e per la pace.

Pace, parola ricca di tante interpretazioni, usata per tanti motivi e da tanti Movimenti. Solo Gesù può dare a questa parola tutto il suo significato.

La pace significa rompere tutte le barriere, uscire da noi stessi, per donarsi e amarsi, come persone umane, come figli e figlie dello stesso Padre celeste.

Non deve essere un'utopia sperare in una umanità riconciliata, nonostante tutte le discordie, i disordini, di cui tutti i giorni siamo testimoni, nonostante gli squilibri e le discriminazioni che condanniamo con tanto coraggio, perché la salvezza definitiva è opera del Signore che verrà. A noi chiede di aprire il nostro animo e di collaborare perché il suo progetto divenga consolante realtà.

Come Giovanni Battista, dobbiamo spianare le colline, raddrizzare I sentieri tortuosi perché il "Dio con noi" trovi l'ambiente per entrare nella storia della nostra anima.

Dicembre 2016

 

Don Cesare Cappè