Mercoledì delle Ceneri

 

E' significativo il fatto che le "Ceneri", distribuite nel primo giorno di Quaresima in tutte le Chiese, siano ottenute bruciando gli ulivi benedetti nella Domenica delle Palme dell'anno precedente.

 

Stanno a ricordare che tutti gli osanna, gli evviva e gli applausi, finiscono assai presto quaggiù; ogni trionfo si consuma in breve tempo; ogni fiamma si spegne e lascia dietro di sé uno stoppino fumigante per qualche minuto, poi non rimane che il cattivo odore e un mucchietto di polvere.

Paolo Nagai ricordava nel suo libro "Le campane di Nagasaki" lo spettacolo di rovina e le ceneri dopo il primo bombardamento atomico; anche sua moglie era stata ridotta in ceneri bianche ed ora la teneva tutt alì in una piccola urna. "Questo dunque siamo!" aveva esclamato fra sé.

Ammonimento di morte, ma non di distruzione. 

"Mangerai il pane col sudore della tua fronte finché ritornerai alla terra dalla quale sei stato tratto; perchè sei polvere, e nella polvere ritornerai". 

La cenere è pure un effetto di trasformazione, un mutamento, un cambio di stato fisico e chimico. 

Ecco un bel simbolo di metanoia, cioè di conversione. 

Dal giorno del nostro Battesimo, siamo impegnati a convertirci insieme a tutto il popolo di Dio. 

Rinascita, conversione, rinnovamento continuo. 

Non è che ci si possa cambiare in Santi dall'oggi al domani; però, si, da peccatori possiamo mutarci, come tutto il popolo di Dio nella sua storia millenaria, in penitenti, vale a dire in convertiti. 

In montagna, una volta, quando le strade erano gelate o era caduta molta neve, si spargeva della cenere per impedire le cadute, evitare gli scivoloni, mantenersi più sicuri nell'incerto cammino.

Così la penitenza, la mortificazione, la Quaresima stessa hanno questa modesta ma efficace funzione d'impedire il peccato, evitare le tentazioni, mantenere retto il cammino.

E' cenere benedetta, quella con cui noi saremo segnati.

Digiuno senza esibizionismo, cristianesimo vissuto senza ipocrisia, preghiera senza ostentazione: ecco il primo insegnamento quaresimale del Vangelo. 

"Ora è il tempo propizio. Ora è il giorno della salvezza", ci ripete anche quest'anno l'Apostolo San Paolo. 

Questo intermezzo è simile al periodo in cui parla il Profeta, quando accenna allo spazio concesso al "resto" del popolo di Dio, dopo tante emigrazioni forzate, tanti abbandoni, tante dispersioni. 

Dunque si apre per noi un itinerario di serio impegno, di preghiera e di servizio. 

Ricordiamoci che Cristo della Quaresima è sopratutto il Cristo che ci aspetta in ogni uomo sofferente, Colui che ci stimola all'amore e ci giudica secondo quello che abbiamo fatto.