La Pasqua è, in molte nazioni, l’occasione per La Benedizione delle Famiglie.

Dal Vangelo abbiamo il vivo ricordo di Gesù che, quando manda i discepoli in missione, ordina loro di entrare nelle singole case porgendo per prima cosa il saluto del Signore: "Pace a questa casa" (Lc. 10,5).

Per gli Ebrei, il saluto, l’augurio di pace, non era semplicemente una frase convenzionale. Essi pensavano che veramente la pace di Dio entrasse in quella casa; e "pace" significava per loro salute fisica, concordia di animi, pienezza di doni di Dio goduti in comune, presenza di Dio. Tanto più che questo significato era presente nelle intenzioni di Gesù quando ordinava: “In qualunque casa entriate, per prima cosa dite: Pace a questa casa!” (Lc 10,5). E quindi commentava: “Se quella casa ne è degna la vostra pace scenda su di essa...” (Mt 10,13).

Con queste ultime espressioni Egli rendeva evidente che la pace, cioè il saluto, non era per Lui una parola vana, di pura convenzione.

È chiaro che la casa era, sì, materialmente luogo e simbolo della famiglia, ma era soprattutto “la famiglia”, l’insieme delle persone che abitavano quella casa.

L’antichità cristiana, piena di questi ricordi, amava che fossero benedette le case, in particolare quelle di nuova costruzione. Il rito della benedizione comincia proprio con le parole che sono eco di quelle evangeliche: “Pace a questa casa e quanti vi abitano!”

Tra questi possiamo ben pensare che siano inclusi coloro che verranno ad abitarvi, i bambini che nasceranno, gli sposi, altri parenti che si aggiungeranno a quelli che vi hanno precedentemente abitato.

Pace a questa casa è parola di benedizione divina per i bisogni temporali, per le malattie, per le necessità spirituali, per la concordia di tutti, per la crescita umana e cristiana.

Pace a questa casa, è come dire: “È il Signore che viene qui, che vuole rimanere qui”. Se La chiesa è la casa di Dio e della famiglia cristiana, la casa è anch’essa un tempio in cui Dio abita familiarmente con i genitori, i figli, i parenti tutti.

Il ritorno annuale delle Benedizioni, con inizio II 15 febbraio 2018, ricorda che Dio viene e rimane in ogni casa in tante altre maniere, specialmente ogni volta che qualcuno dei suoi membri cresce nell’amore di Dio e del prossimo; soprattutto ogni volta che qualcuno ha ricevuto Gesù nella comunione o ha partecipato all’ascolto della Parola e al Mistero Eucaristico.

Il momento della Benedizione delle famiglie è anche incontro del sacerdote con la Comunità parrocchiale a lui affidata, ed anche l'occasione per lo scambio reciproco dell'augurio cristiano di Buona Pasqua.

Fin da ora un ringraziamento per la vostra accoglienza, mentre vi presento ii calendario relativo alla visita e benedizione delle famiglie.

Don Cesare