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La Pasqua al tempo della pandemia

 

 

 

 

 

 

 

Dio non ci abbandona mai. È qui che sta la sua onnipotenza.

Ricordate Gesù nel Getsemani, quando chiede di allontanare da sé l'amaro calice della Passione?

Anche Gesù ha sperimentato il silenzio del Padre. Eppure………

L'uomo, dove può trovare consolazione? Il sepolcro vuoto……….

Dio va cercato dove meno ce lo aspettiamo. Accanto ai medici, agli infermieri, nelle terapie intensive, vicino a chi, ogni giorno, lotta per far prevalere la vita sulla morte.

La pandemia non è il castigo di Dio.

Che senso ha parlare della Pasqua e della vita eterna?

Non parole e prediche. E’ il momento dell'ascolto attento e partecipato del dolore.

Per molte persone la fede si esaurisce nel ritualismo. 

Il virus non risparmia nessuno. Non possiamo rischiare di trasformare dei momenti di condivisione della fede, in occasione di malattia e di morte.

Allora è Pasqua anche senza Veglie e Via Crucis partecipate da fedeli.

La si può vivere anche senza liturgie. Queste celebrazioni che dovrebbero dare la spinta per farci noi portatori la Buona Novella, finiscono a volte per intrappolarci in una forma ritualistica che soffoca la sostanza.

don Cesare

 

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