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Per sostenere la Parrocchia

 

Questa è la tua Chiesa parrocchiale, oggi, terminati i necessari e ingenti lavori di ristrutturazione  

interni ed esterni, eseguiti a favore dell'intera Comunità.

 

Spese totali opere: € 559.048,02

Entrate varie: € 356.542,67

 Mutuo acceso: 200.000,00 euro 

 

Rata mensile mutuo: € 1.113,93

 

Ciascun contributo, anche minimo, per la tua Parrocchia è prezioso.

 

Contribuire è possibile con:

 

 

"Associazione Amici della Parrocchia di San Francesco in Carrara onlus"

C.F. 92041980456 

 

Offerta mensile costante

 

Offerta, raccolta durante le

SS. Messe della prima

Domenica di ogni mese

 

Forme diverse

(contattare direttamente don Cesare)

 

DALLA TUA PARROCCHIA

IL PIU' SINCERO....

 

 

 

 

don Cesare alla comunità: verso la Pasqua 2021

Ogni volta che ci mettiamo in cammino verso la Pasqua, iniziando la Quaresima, il nostro impegno di vita, come cristiani, diventa più raccolto nella preghiera, nella lettura della Parola di Dio e nelle opere di carità fraterna.

Proprio nel corso di questo anno, Papa Francesco, ha voluto offrire una opportunità, come quella di un pellegrinaggio apostolico in IRAQ, terra molto martoriata, con città completamente distrutte, con profughi, difficili situazioni economiche e sociali, propone a tutti ad aprire la porta del nostro cuore, per dimostrare la grazia della misericordia di Dio.  Anche le Domeniche che seguiranno in questo cammino verso la Pasqua, hanno un suggerimento appropriato per aiutarci nel rinnovamento della nostra vita.

Pasqua è il centro della storia del mondo e dell’uomo. Pasqua è il passaggio di Dio che risparmia e salva il suo popolo, lo strappa dalle vie del male, lo trascina e lo spinge verso la libertà, verso una promessa della piena comunione con Lui.

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Messaggio di don Cesare per la Quaresima 2021

Siamo in Quaresima, fermiamoci un poco ed ascoltiamo. 

Ci muoviamo tra mille preoccupazioni, fatiche e tanti problemi della vita, non ultimo il covid-19. 

Viviamo sulla nostra pelle il conflitto tra salute, lavoro ed economia.

Siamo prostrati da tanto dolore.

In ciascuno di noi, ben nascosto tra le pieghe del nostro tempo, c’è un grande desiderio di pace.

Fermarsi e ascoltare.

Mi direte che non è facile. C’è sempre un motivo importante per rimandare.

Fermarsi nonostante tutto, al di là degli impegni, delle urgenze, degli imprevisti e delle responsabilità.

Fermarsi, non per lasciar fare agli altri, ma per imparare a far meglio. Con umiltà e dolcezza.

Fermarsi e ascoltare, al di là delle regole e delle tante tradizioni, la presenza dolce, rassicurante e forte di Gesù che ci dice:” Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po’”       (Mc 6,31).

Fermarsi ad ascoltare nel nostro cuore la Sua presenza. 

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Buon Anno

Un anno finisce: tempo di bilanci. Un anno inizia tempo di programmi. Ad una certa età però c'è poco da programmare. Forse ci si può permettere al massimo qualche sogno. 

Mi piacerebbe che nel nuovo anno le foto dei bimbi, fossero foto di bimbi felici. Mi piacerebbe che i ragazzi che hanno finito il ciclo scolastico, potessero iniziare il ciclo lavorativo e non quello di "disoccupati cronici”.

Mi piacerebbe poter accompagnare i nostri bambini in un museo, in uno stadio, in un aeroporto, senza dover loro spiegare perché si deve passare dal metal-detector.

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Natale 2020

Che cosa significa per noi il Natale? 

Il Natale ci parla di tenerezza e di speranza. Infatti, Dio incontrandoci ci dice due cose: 

La prima: dovete avere speranza. Dio è un papà che ci apre le porte della vita.

La seconda: non abbiate paura della tenerezza. Quanto bisogno di tenerezza ha il mondo! 

La tenerezza è una sfumatura dell'Amore. Dio si è fatto bambino proprio per insegnare la tenerezza agli uomini. Gesù nacque, non solo come un bambino povero, ma come un piccolo nomade, senza casa e senza culla.

Davanti a questo Bambino, io mi auguro tanta fede.

Quel Bambino è un vero uomo, con la debolezza e i limiti propri della natura umana, ma è anche vero Dio, resosi visibile attraverso l'assunzione della natura umana. 

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In ricordo di Giuliana Passani Romani

Tutta la Comunità Parrocchiale apprende con dolore la notizia della scomparsa di Giuliana Passani Romani: catechista per molti anni di tanti ragazzi della parrocchia, animatrice pastorale di opere di carità, nonché sorella del defunto don Giuseppe Romani, già parroco di San Francesco.

Di seguito, in versione integrale, l'Omelia di don Cesare, con la quale ha ricordato Giuliana, pronunciata in occasione della Liturgia funebre nella chiesa di Suvero, comune di Rocchetta di Vara (Sp), il 27 Agosto 2020. 

"Siamo qui riuniti, per celebrare questa Liturgia funebre per la nostra sorella Giuliana. Vogliamo unirci nella preghiera, per offrire la nostra partecipazione, la nostra solidarietà di affetto al figlio Piermarco, ai nipoti e a tutti i suoi cari.

Guardiamo la sua bara, un velo di tristezza e di angoscia, invade il nostro spirito. Come pesa sul nostro cuore!

Pochi  giorni fa, Domenica 23 Agosto, ci eravamo incontrati, qui, a Suvero, come è consuetudine, della Parrocchia di San Francesco, per ricordare l’anniversario della morte del fratello don Giuseppe, che era stato parroco di S. Francesco, con la visita alla sua tomba, e la celebrazione della S. Messa in sua memoria. Giuliana ci aveva accolti con affetto e con tutta la sua sensibilità. Sulle sue labbra, parole di riconoscenza e di ringraziamento per il nostro ricordo al fratello Sacerdote.

E’ stato giustamente detto:” Ci sembra di essere diventati più poveri ed anche più soli, quando una persona cara, di famiglia muore.”

Per lei invochiamo dal Signore la pace eterna, il suo amore di Padre.

La vita di Giuliana è stata molto impegnata. Ha saputo offrire e donare attenzione e amore, ai suoi cari e a tutti quanti l’avvicinavano.

 

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Pandemia fase 2: per non dimenticare

Di colpo, all’improvviso, tutto si  è fermato. Anche il respiro……..anche il battito del nostro cuore appariva rallentato.

La realtà di quanto accadeva è giunta, però, nel momento in cui sono state chiuse le porte delle Chiese. Qualcuno diceva:”Non si può, è impossibile".

Pronti a chiudersi in casa, pronti  a non uscire. Troppo impensabile. Eppure è accaduto.

Il silenzio ha scandito le giornate e i ritmi della vita in queste lunghe settimane.

Il silenzio:non più auto, non più confusione. Stare in silenzio per ascoltare se stessi.

Ci siamo ritrovati in famiglia, a pregare insieme più di prima, a dialogare e a collaborare.

Quei gesti, quelle parole, sono tornate di colpo alla memoria, pensando con commozione ai parenti costretti a rimanere lontano.

Come è stato quasi naturale accendere la televisione, per seguire Papa Francesco, nella celebrazione della Santa Messa, a ricordare la recita del Rosario, tanto cara ai nostri nonni.

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Vacanze?

Stiamo in pieno tempo di vacanze. Non so quanti potranno concedersi il privilegio di qualche giorno di riposo, vista la situazione socio-economica disastrosa, a sentire gli esperti, che è venuta a crearsi a causa dell’epidemia del Corona virus!

Paura per la salute, disagio sociale, è aumentata la povertà, saranno questi deterrenti potenti, per molti, nel concedersi una vacanza, come sarebbe necessaria.

Per altri, sarà possibile, e ne siamo contenti. Per tutti, però, può essere utile regalarsi qualche momento davanti al Signore, per rileggere quanto è accaduto, in questi mesi, alla luce della Parola di Dio e in preghiera con colui che vuole rendere occasione di grazia e di maturazione umana e cristiana ogni esperienza vissuta. Sarebbe una vera tristezza aver attraversato una notte oscura dell’umanità, così profonda, rimanendo indifferenti, senza chiedersi cosa può averci insegnato sul senso della vita e della morte, su ciò che rimane e ciò che passa.

Regaliamoci qualche tempo, per fare qualche visita al Signore in una Chiesa, magari da soli, nel silenzio e mettere nelle sue mani ,la nostra vita, ringraziando del bene ricevuto, affidandogli i drammi dell’umanità e chiedendogli di saper vivere.

Carissimi la vita è una sola e passa in fretta e da un momento all’altro le nostre sorti possono mutare. Conviene non perdere tempo. 

Don Cesare