E’ possibile iniziare un colloquio con voi?

Una sera,in cui ero ospite di amici,si parlava delle prediche che i preti fanno in Chiesa la Domenica.

Chi diceva bene, chi male.

E’ naturale. Però una persona mi disse :”Il più grosso guaio è che nessuno di noi che stiamo ascoltando, può interrompere e dire la sua … così dal pulpito avete ragione voi.”

Credo proprio che questo sia un bisogno sentito da tutti!Non ci basta più ascoltare una cosa.

Sentiamo dentro di noi questo bisogno di “discutere” ,di “dialogare”.

Metterci a dialogare in Chiesa per ora forse è ancora difficile,perché la liturgia non lo prevede.

Però nel nostro sito parrocchiale è possibile e anche più facile.

Il sacerdote non vuole sempre avere ragione, anzi, io sono contento di discutere opinioni e decisioni.

Credo che ognuno può dire qualcosa di costruttivo e di valido.

Per questo vi invito a farlo e vi prometto che vi risponderò.

 

                                                                                                                                      Don Cesare

 

UNA RIFLESSIONE SULLA SACRA SCRITTURA

 

Il cammino degli Apostoli era stato lungo,da quando sulle rive del lago,intenti al loro lavoro quotidiano,avevamo sentito una voce,che ci chiamava a seguire Gesù.

Da allora era passato del tempo.

Giorno dopo giorno avevano accompagnato Gesù, avevano ascoltato i suoi discorsi,non sempre facili da capire,altri discorsi più semplici con le parabole,con gli esempi della natura e della vita di ogni giorno.

Erano stati testimoni dei miracoli, come dei gesti di misericordia che Gesù aveva verso tutti..

Ogni tanto chiedevano qualche spiegazione,non tutto infatti entrava nella loro mente e nel loro cuore.

Oltre gli apostoli e i discepoli,tanta gente,che proveniva da varie parti della regione seguiva Gesù,ma non tutti erano interessati ai suoi insegnamenti.

Molti attendevano un gesto di conforto o di essere liberati da qualche infermità.

Non mancavano anche i curiosi,neppure quelli che intendevano scoprire se nelle parole di Gesù vi fosse qualcosa che non corrispondesse alle loro tradizioni religiose.

Un giorno i suoi discepoli avevano raggiunto Gesù che si era ritirato a pregare in un luogo solitario e gli avevano comunicato che la folla lo cercava.

Proprio in quella circostanza, Gesù aveva detto: “Voi mi cercate perché vi siete saziati di quel pane che io vi ho dato.”

E’ questa la logica umana, che si affanna per qualcosa di materiale,per ricevere qualche beneficio,senza impegnarsi,senza faticare.

Il lungo discorso sul “Pane di Vita” era stato un insuccesso.

Gesù aveva notato la folla molto delusa,non si erano sentiti di continuare con Lui quel cammino e avevano voltato le spalle.

Anche i suoi Apostoli,erano dispiaciuti,senza parole.

Gesù , allora,aveva loro rivolto la domanda : “Volete andarvene anche Voi?” (Gv 6,68)

San Pietro allora si era fatto avanti e con una certa sicurezza aveva detto: “Signore da chi andremo?”

Questa risposta conclude il lungo discorso di Gesù e nello stesso tempo indica la volontà di seguire la nuova strada.

Certamente una strada tutta in salita, ma confortata da tanto amore. Un amore che non conosce tramonti,che non ha confini.

Anche oggi,può essere importante per noi riflettere sulla domanda di Pietro : “Signore dove andremo?”.

                                       

 don Cesare

E’ questa una delle tante domande che la gente si pone.Spesso si sente rispondere:” le nostre famiglie non hanno più figli.Le donne poi rinunciano alla maternità per trovare una loro realizzazione nel lavoro,nell’impiego o in altre attività.” Si dice ancora: “l’educazione dei figli è un compito troppo pesante.”

La maternità ai nostri giorni è un rischio.La vita si è fatta difficile,il numero dei figli incide molto sulla vita della famiglia.

Le cose stanno ben diversamente:è venuta meno la fiducia in Dio e nella sua provvidenza.

Ci stiamo preoccupando troppo di noi stessi.Il benessere,la sicurezza economica,sono diventate qualcosa di assoluto.

Paternità e Maternità sono due realtà legate alla responsabilità.I figli devono rientrare in questo disegno.La nostra società è invecchiata,ciò comporta come conseguenza la difficoltà della natalità.

L’Europa che invecchia,seriamente manifesta per il futuro,le sue terribili povertà.

Il Cristianesimo è un messaggio vivo,che cammina con gli uomini,dal momento che il Figlio di Dio si è inserito nella storia umana,continua ad essere presente ed ad operare nel mondo,per dare una precisa e sicura risposta ai problemi e agli  interrogativi di ogni luogo e di ogni tempo.

Gli uomini di oggi cercano Dio,forse come non mai, hanno bisogno di credere e di sperare.

Ci vuole un po’ più coraggio,per donare la propria vita a Dio e ai fratelli.